Il piedistallo invece è opera dell'architetto Paolo Amato, e non aveva nulla a che vedere con il Santo.Infatti in origine fu costruito per sostenere la scultura che ritraeva Filippo V, re di Spagna, destinata ad abbellire la piazzetta in prossimità della non più esistente Porta della Dogana, davanti alla Chiesa Santa Maria della Catena alla Cala.
In Sicilia era subentrato il breve dominio degli austriaci e la statua reale, venne divelta, non si sa bene se da un anti-ispanico o da un vandalo di passaggio, e depositata malconcia nei sotterranei della vicina Zecca.
Il piedistallo, rimasto inutilizzato per dieci anni, accese le speranze dei Teatini che chiesero di averlo in comodato d'uso per collocarvi San Gaetano.
Ottenuto il benestare del governo, il Santo e il basamento reale trovarono posto nell'angolo tra Via Maqueda e Via dell'Università.
Successivamente il comune decise di trasferire la Statua nei magazzini del Museo Nazionale, dove rimase per lunghissimi venticinque anni.
La motivazione? Intralciava il traffico.
A fine 800 venne individuata una nuova destinazione: il bivio tra Via Brancaccio e Via Conte Federico.
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