mercoledì 20 marzo 2019

Passeggiando per la costa sud di inizi 800


L'area compresa tra la costa meridionale, le pendici di Monte Grifone ed il letto del fiume Oreto era in larghissima parte terreno agricolo fino all'inizio del XX secolo.Nel territorio erano presenti torri agricole, bagli e cesene, mentre lungo la costa sabbiosa si susseguivano piccoli approdi e porticcioli.


Ponte ammiraglio
La presenza del fiume Oreto ha costituito per secoli il limite naturale del territorio urbano; la sua foce si riversava quasi a ridosso delle mura cittadine; da questa direzione la città era raggiungibile attraverso il Ponte di Mare ed il ponte Ammiraglio. La strada costiera odierna via Messina Marine, fu per molti secoli l'unico accesso alla città da oriente via terra; dalla fine del XVII secolo la strada divenne trafficata per la scelta di gran parte dell'aristocrazia di trascorrere la villeggiatura a Bagheria.

Gran parte dell'apprezzamento agricolo, era occupato dalla nobile famiglia Chiaramonte; verso il mare era un grande assolato pianoro, detto piano di Sant'Erasmo, utilizzato dai pescatori della vicina Kalsa per stendere le reti e per le esecuzioni del tribunale dell'Inquisizione.  
La parte rimanente era era coltivata a Vigneto (Vigna Gallo). A ridosso delle mura meridionali era stato realizzato lo stradone di S'Antonino o strada di Acalà, odierna via Lincoln.


Alla fine del XIX secolo, fu sistemata la linea ferroviaria Palermo-Corleone con binario che seguiva fino a Ficarazzelli.

La strada litoranea verso Bagheria inizia all'estremità meridionale del Foro Italico dove un lembo di terra protegge il porticciolo di sant'Erasmo . Nel 1709 fu costruito dal Senato il piccolo Forte di sant'Erasmo , le cui artiglierie a protezione del porto erano poste a poca altezza rispetto all livello del mare per poter colpire i nemici con imbarcazioni a fondo piatto si avvicinavano al lido. 

Dopo  il ponte di Mare o il ponte di Sant'Erasmo, si trova la stazione Sant'Erasmo della ferrovia per Corleone, inaugurata nel 1886, come sede provvisoria per i passeggeri della Stazione Centrale, allora invia di definizione, ed utilizzata in seguito come deposito di locomotive e rimessa.
L'Elegante padiglione fu realizzato con struttura in ghisa prodotta in Belgio, completata successivamente con la muratura perimetrale, e coperto da tetto a quattro falde con ampi lucernari. La stazione rimasta inutilizzata per un lungo periodo di tempo, ad oggi appartiene al Comune ed ospita l'Ecomuseo del mare                                                              La ferrovia 
stazione sant'Erasmo
realizzata lungo la costa a ridosso della spiaggia, ha rappresentato un fondamentale strumento di collegamento tra le borgate marinare della costa meridionale, ma sopratutto durante la stagione estiva.

La costa era nota per il clima gradevole e l'aria salubre. 
Villa Moncada di Larderia ieri 
Alla fine del 700 furono costruite alcune ville aristocratiche, tra cui la villa appartenuta a Corradino Romagnolo, che attribuì il nome alla contrada, la villa del marchese Ugo delle Favare, dove nel 1882 fu ospite Giuseppe Garibaldi, e la Villa di Francesco Moncada principe di Larderia passata successivamente al principe di Fiumesalato. La villa, preferita dal proprietario per l'aria pura che vi respirava, la brezza marina e la splendida vista che spaziava sull'intero golfo di Palermo , ha rischiato di essere demolita negli anni 80, ed è oggi parzialmente crollata, versa in abbandono. Vi si trovava la cappella di S.Michele Arcangelo, frequentata dagli abitanti della borgata di Romagnolo. 
Villa Moncada di Larderia oggi 
La cappella è stata sostituita dalla moderna chiesa parrocchiale di S. Giovanni Bosco. Di fronte a Villa Corradino di Romagnolo, fu posta la colonna dell'immacolata, detta la Colonnella che rappresentava l'ingresso nel territorio di Palermo per chi proveniva da Messina. Più tardi la costa fu scelta per attività ricreative come dimostra il cosiddetto Stand Florio, o tavernetta del tiro al piccione, realizzato su progetto di Ernesto Basile per conto della famiglia Florio ed utilizzato fino agli anni 30 per le gare e le premiazioni del circolo.
  



          

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