Di queste strutture rimane l'Ospedale Buccheri La Ferla dell'Ordine Ospedaliero dei Benfratelli.
L'ospedale fu istituito nel 1964 con un lascito della sig.ra Anna Buccheri La Ferla, figlia del professore Rosario Buccheri e moglie del prof. Luigi La Ferla, nella villa di famiglia, sorta nel luogo in cui due secoli prima esisteva la villa di Corradino Romagnolo.
Verso il mare è l'ingresso del al solarium "Vittorio Emanuele III" fondato nel 1928 da Pietro Valenza per la cura elioterapica dei bambini affetti da tubercolosi grave; l'istituto, ottenuto dalla ristrutturazione su progetto di Ernesto Basile di un precedente cantiere navale, comprendeva cinque edifici ed una serie di terrazze sul mare e poteva ospitare fino a 1.000 piccoli malati; è rimasto in funzione fino agli anni '80. Ad Acqua dei Corsari si trova La casa del fanciullo "Padre Pio" dei padri Vocazionisti, fondata nel 1962 da padre Vito Bonadonna, parroco della vicina chiesa del SS. Crocifisso.
Lo sfruttamento industriale della fascia costiera iniziava dopo l'Unità d'Italia, sopratutto con impianti per la produzione di laterizi e manufatti per l'edilizia, necessari allo sviluppo urbanistico della città.
Nella zona di Acqua dei Corsari vi erano numerosi stazzoni per la lavorazione di manufatti d'argilla: sul lato mare, la fabbrica di mattoni detto "lo stazzone di Acqua dei Corsari" con due canne fumarie ancora oggi visibili.
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| Lo stazzone di Acqua dei Corsari |
Più avanti, verso Ficarazzi, erano le Fornaci della "Mattonaia a vapore", fabbrica di ceramiche di Giuseppe Puleo, divenuta negli anni '30 Industrie Laterizi dei fratelli Di Fazio e chiusa negli anni '60.
Ai primi decenni del xx secolo risalgono le residue strutture della Vetrerie Caruso, esteso impianto industriale fondato da Ignazio Caruso, in disuso dalla fine della seconda guerra mondiale. Fino qualche anno fa gli edifici mantenevano tracce della primitiva eleganza, con i bei ferri battuti di gusto floreale ai balconi ed i tetti spioventi. Nel 1939, accanto all'industria, fu realizzato dallo IACO in gruppo di casette a due piani con giardinetto.
Negli anni '50 e '60, furono realizzati nuovi insediamenti produttivi; fino agli anni '80, era visibile sul mare la piattaforma AGIP. Durante il boom edilizio degli anni '70-80 il litorale è stato utilizzato come discarica creando due montagne di detriti definiti "mammelloni". Negli ultimi anni, le strade trasversali sono state, in gran parte, assorbite dai nuovi agglomerati d'edilizia popolare e sistemazione del recente agglomerato industriale di Brancaccio.
Provenendo da Palermo, dopo Romagnolo, già denominata Mustazzola, segue la località detta un tempo Sacramento; quindi la contrada Sperone dove era posta una costruzione piramidale per l'esposizione dei corpi dei giustiziati; poichè la vista dell'inquietante spettacolo dava fastidio ai nobili che si recavano in villeggiatura "alla Bagheria", il cippo fu demolito nel 1788 per ordine della "Bandita", che deve il suo nome, secondo la tradizione, alla presenza di una taverna, gestita da una donna soprannominata "a sbannuta", rifugio dei banditi; vi esiste ancora il caratteristico porticciolo con numerose pescherie e rivendite di frutti di mare.
Alle spalle delle tipiche case di borgata, compaiono minacciosi, i grandi condomini di case popolari.
Si estende ancora una grande porzione di territorio agricolo, delimitato con lunghe strade di muri a secco; qui i centri residenziali sono stati per secoli racchiusi in bagli, raggiungibili attraverso strade interpoderiali; tra questi è il Baglio La Rosa interessante agglomerato formato dal baglio con casa padronale e torre rusticana, detta del Tippi Tappi , e la chiesa Maria SS del Rosario.


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