mercoledì 10 aprile 2019

La chiesa di S. Ciro

Nelle immediate vicinanze, alle falde di Monte Grifone, si trova la sorgente di San Ciro, di cui si intravedono gli archi e la settecentesca chiesa di San Ciro
.
La zona, particolarmente fertile per la presenza della sorgiva, era conosciuta fin da tempi antichissimi; secondo il diarista marchese di Villabianca, dall'antichità la contrada era consacrata alla dea Cerere e in estate vi si celebravano delle feste in suo onore. Scelta dai conquistatori romani e poi dai musulmani per l'edificazione di ville suburbane, fu dedicata a questo ruolo dal re normanno Ruggero che vi fece costruire il castello di Maredolce, mantenendone lo sfruttamento agricolo.
Dal XVII secolo è noto, in questa zona, un culto particolare per la Madonna Assunta, protettrice degli agricoltori e giardinieri, e si tramanda l'esistenza di una cappella con tale titolo. Nel 1656 padre Girolamo Matranga vi fondò una cappella dedicata alla Madonna della Grazia. Presso la chiesa, nel 1735 si costruì la congregazione di S. Ciro che, l'anno successivo, fece riedificare la chiesa. La chiesa settecentesca fu restaurata nel 1826, ma già cinquant'anni dopo era in rovina; restaurata ulteriormente nel 1874, fu arricchita dalla statua di S.Ciro e vi fu trasportata una reliquia del Santo.
La vicinanza con una cava di pietre ed i lavori per la costruzione dell'autostrada hanno causato ingenti danni statici all'edificio, chiuso al culto negli anni '60 del xx secoloe semidistrutto con la demolizione dell'abside e della parete destra.
Ormai in abbandono, negli anni '80 è stato intrapreso un restauro strutturale diretto dall'architetto Raffaele Savarese; le parti ripristinate nella volumetria sono state lasciate al rustico.  La chiesa presenta una facciata tipicamente settecentesca intelaiata da lesene; lesene doppie inquadrano il partito centrale che ospita il portale con il timpano semicircolare.
Lateralmente sono due piccole finestre che danno luce alle cappelle laterali; il secondo ordine si eleva solo sul partito centrale concluso dal timpano triangolare, raccordato con ampie volute ed arricchito da pinnacoli.
Al centro è una finestra semicircolare tripartita. Sul timpano è un fregio in stucco. Altri fregi e festoni, molto deteriorati, ornano la facciata. L'interno ha pianta quadrangolare con cappelle laterali, ed arricchita da fregi, cornici e lesene settecentesche. 

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